lunedì 10 marzo 2008

Infocolle_ Mercoledì 12 marzo Ore 16.30. Conferenza sulla Pieve di San Piero in Campo


Cari compaesani,
vi informo che sono stato invitato dalla “Libera associazione per gli anziani Carlo Bernardini di Pescia” a tenere una conferenza sulla Pieve di San Piero in Campo nell’ambito del ciclo di incontri “Antiche pievi, chiese e monasteri nella terra di Pescia”. La conferenza, che avrà la durata di un’ora circa, sarà articolata in tre parti: nella prima saranno fornite generali nozioni storico-artistiche sull’edificio ecclesiastico, mentre nella seconda saranno analizzate le connessioni avute della pieve con la viabilità romana e medievale della Valdinievole, in particolare con la Cassia Minor e la via Francigena. La terza ed ultima parte, infine, sarà dedicata ai recenti lavori archeologici che hanno interessato la pieve e che hanno consentito di riportare alla luce un fonte battesimale del IV-V secolo d.C. In merito sarà proiettato un inedito video girato durante gli scavi condotti dall’archeologo Giulio Ciampoltrini.
La conferenza si terrà mercoledì 12 marzo alle ore 16.30 presso la sede sociale della Pubblica Assistenza di Pescia, piazza XX settembre, n. 10. Coordina il Prof. Amleto Spicciani.
Siete tutti invitati a partecipare.
Saluti.
Dario Donatini.

domenica 9 marzo 2008

Il mio viaggio in Burkina Faso - prima puntata


Come avevo promesso, eccomi! E’ passato quasi un mese dal mio rientro e malgrado tutte le buone intenzioni non sono riuscito ancora a smaltire le emozioni del viaggio, anche perché ogni giorno capita l’occasione per raccontare la cosa a qualcuno e quindi … il magone ritorna!

E allora ho deciso di cominciare lo stesso il racconto, partendo peraltro dalla cosa più difficile: esprimere a parole le sensazioni, le passioni, le emozioni che si provano in quel mondo … dove il calore che si sente di più non è quello dato dal sole ma quello che ti trasmettono tutte le persone che incontri … dove l’aridità del paesaggio sparisce dal tuo punto di vista, sovrastata dalla dignità di chi ci vive!

Ma ….. come si fa a rendere l’idea del disagio provocato da quella polvere rossa che ti fa compagnia per l’intera giornata, sospinta dappertutto dall’implacabile harmattan (vento secco e polveroso che soffia da nordest, dal Sahara al Golfo di Guinea, tra novembre e marzo).
La senti già al risveglio quando hai la sensazione che ti abbia riempito il naso e la gola, la trovi sul tavolo dove fai colazione, la vedi sui fogli e gli strumenti del tuo lavoro, la senti nei vestiti che indossi e che, se sono puliti, cambiano colore non appena esci di casa … e la ritrovi alla sera quando ti butti nel letto, convinto di essertela levata di torno con la doccia (col ramaiolo) fatta un minuto prima!

Come è possibile spiegare il caldo che ti prosciuga … e la sete che, senza preavviso, di colpo ti fa bruciare tutto il corpo come se tu avessi la febbre … e magari ti prende quando sei in un posto dove ti dovresti accontentare dell’acqua torbida dei pozzi tradizionali o della bevanda lattiginosa di miglio che ti offrono, sapendo che se è “fresca” disseta ma se è del giorno prima ha fermentato e allora …. vai di corsa!

Come si fa a descrivere i posti “improbabili” in cui ti trovi a mangiare … dove la cosa più pulita è la ragnatela che contorna il piatto con il cibo (per chi volesse conferme ho le prove fotografiche!).

Ma, soprattutto, come si può spiegare con le sole parole a chi non lo ha provato, che tutte le sensazioni di disagio dovute alla polvere, al caldo, alla sete ed al resto, svaniscono nel giro di pochissimo tempo …. perché …..
…. perché appena uscito di casa ti trovi circondato da un nugolo di bimbetti del vicino asilo, contenti solo di sfiorarti, di chiamarti nasara e di cantilenare il tuo bye bye ….
…. perché ogni persona che incontri, uomo o donna, giovane o anziano, ti si avvicina, ti sorride, ti stringe la mano e, facendo un inchino, recita tutta la formula di saluto che non si limita al solo “buon giorno” (nye beogoo) ma ti chiede conto della tua salute, della tua famiglia, del tuo lavoro e si conclude con l’augurio che il tuo dio (Wend) ti mantenga bene (lafi) per tutta la giornata …..
…. perché tutti ti dimostrano una divertita riconoscenza se solo cerchi di contraccambiare i loro saluti arrangiandoti con il moreè, la loro lingua ….
….. perché ogni mamma che incontri è felicissima di metterti in braccio il bimbo che ha attaccato alla schiena, appena le dici un semplice uaka (vieni con me?) ….
….. perché da ogni parte del villaggio sbucano bimbi che ti rincorrono, ti guardano con occhi scurissimi che ti bucano, e ridono ….
…. perché quando incontri qualcuno per la seconda volta, lui o lei ti chiama già per nome e ti abbraccia considerandoti un amico …
…. perché c’è la bellezza delle donne (da ammirare con sereno distacco, vero Baldo?) che dà all'Africa un valore aggiunto: "Provate a sedervi, senza fretta, vicino ad un pozzo o ad una fontana alla quale le donne, al mattino, vanno a fare rifornimento di acqua per la famiglia. Le vedrete arrivare con i loro bambini legati sulla schiena. Si raduneranno festose intorno alla fontana e poi, una volta riempiti i loro recipienti, se li collocheranno in equilibrio sulla testa. Le vedrete allontanarsi con quei corpi flessuosi e quel portamento elegante che la fatica non riesce a scalfire. Ognuna di loro potrebbe finire su una passerella e farebbe impallidire le già pallide modelle occidentali in perenne dieta dimagrante."
NOTA: questa cosa l’ho copiata da una mail che mi ha mandato Barbara, ma mi è molto piaciuta, rende benissimo l’idea, e soprattutto io non avrei saputo trovare le parole per esprimere così bene il concetto …

… perché laggiù trovi la compagnia di Barbara, Baldo, Serena e di Mauro (mio occasionale compagno di camera), gli straordinari, grandissimi, stupendi amici volontari che fanno di tutto, ognuno per quanto può e con le proprie particolarità, per aiutarti, insegnarti, guidarti, e soprattutto per farti sentire subito a casa tua …
…. e perché spero di avergli lasciato qualcosina anch’io ………………………


…. e poi, come spiegare le sensazioni che si provano nelle sere buie, a parlare con la famiglia al cellulare, sotto un tetto di stelle luminose che arrivano fino alla linea dell’orizzonte e ti costringono ad chinare la testa, tanto ti sembrano basse …
…. come descrivere il panorama che si vede nelle notti di luna piena, quando una luce fortissima “colora” tutto d’argento ….. e sei spinto a sdraiarti sulla polvere della strada principale del paese, circondato da un silenzio assoluto, per goderti uno spettacolo così grandioso… (l’unico pericolo che si può correre è quello di essere pestato da qualcuno che va a piedi!) ….


Come si può far capire, a chi non ti conosce così bene come tua moglie, che al momento in cui tutto questo sta per finire, ti trovi a considerare che la mancanza della famiglia, di casa, degli amici e dei colleghi di lavoro non riesce a superare il “peso” di quello che lasci!

A presto,

Nasara

sabato 8 marzo 2008

Storia e Tradizioni_ E' veramente Montecarlo?


Quando alcuni anni fà al mercatino dell'antiquariato trovai questa foto di Montecarlo pensai che si trattasse di un errore di stampa, oppure di un fotomontaggio.
A mio parere non esisteva nessun luogo a Montecarlo che somigliasse a questo. Mi sbagliavo.

Effettivamente anteguerra la zona si presentava con questa fisionomia e recandosi adesso nel punto preciso da cui la foto fù scattata ci si rende conto di come i paesaggi possono mutare per l'intervento diretto dell'uomo.

venerdì 7 marzo 2008

Pensieri Liberi_ Le nostre responsabilità per l'Africa

Sempre per poter continuare la sensibilizzazione sui problemi dell'Africa e del terzo mondo metto in rete una lettera che ho inviato al settimanale Toscana Oggi tempo fà.
Questa è stata pubblicata nel munero del 23 dicembre 07 con risposta del Direttore del settinanale Alberto Mingone.

Ogni giorno i mass media ci pongono di fronte al fenomeno migratorio che coinvolge migliaia di persone costrette a varcare i mari con mezzi improvvisati e fatiscenti alla ricerca di un sogno destinato ad infrangersi non appena toccate le coste italiane.

Ogni cittadino di buon senso pensa che non potrà continuare all'infinito cosi.

Il bisogno di porre una regola a questi nuovi arrivi, la necessità di gestire la loro situazione organizzativa, nonché il crescente senso di insicurezza personale e sociale della nostra popolazione sono tutti interrogativi che richiedono solerti risposte.

Apparirà evidente a tutti la necessità di fare quanto possibile per creare le condizioni sociali ed economiche affinché queste moltitudini abbiamo la possibilità di continuare a vivere dignitosamente nel proprio paese di origine.

Pochissime persone sarebbero disposte ad affrontare situazioni pericolose di viaggio, ed incognite di vita degradanti ed umilianti se avessero la possibilità di vivere in pace e serenità nella patria in cui sono nati.

Il mondo occidentale si dovrebbe porre un interrogativo di carattere morale: e' giusto che pochi milioni di persone possano continuare a vivere nella loro "insoddisfatta" opulenza mentre la maggioranza degli uomini e delle donne di questo pianeta non riescono a soddisfare le necessità primarie ?

Per quello che riguarda l'Africa tanto è già stato fatto da parte di Associazioni, Chiese, Governi e singoli individui al fine di promuovere le condizioni di pace, migliorare le conoscenze scientifiche, promuovere le singole economie e favorirne lo sviluppo .

Migliaia sono le persone impegnate a perseguire questo obiettivo: attraverso l’erogazione di aiuti economici, la fornitura di beni materiali o l'impegno personale all’interno di strutture di volontariato laico e cattolico.

La Regione Toscana a livello istituzionale, associativo e di volontariato è da molti anni in prima fila in molti progetti di cooperazione ed in tante aree di crisi africane: dalle zone sub-sahariane, al corno d'Africa fino al sud Africa.

Forti di questo esempio siamo chiamati a compiere ogni sforzo utile affinché questi progetti siano coordinati e continuativi e consentano il raggiungimento di condizioni di conoscenza ed autonomia economica permanenti nel tempo.

Tanti Saluti a tutti.


Frediano Pellegrini Pescia.




giovedì 6 marzo 2008

Info Colle_ Ripartono i Corsi di Sommelier della Fisar Montecarlo








Con il prossimo 18 marzo riprendono sul colle di Carlo IV i corsi di sommelier, suddivisi in primo, secondo e terzo livello, organizzati dalle delegazione locale della Fisar (la Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori). Federazione a livello nazionale, la Fisar è presente sul suolo montecarlese da più di un lustro a riprova della cresciuta attenzione della società al tema del vino non solo in quanto prodotto di consumo ma come elemento culturale fondante della tradizione e della identità di un paese e di una comunità. Guidata dall’autoctono Roberto Forassiepi, le attività ed il mondo della Fisar Montecarlo ci sono presentate dal nuovissimo sito a cui vi rinviamo http://www.fisarmontecarlo.it/, che da oggi diventa anche uno degli indispensabili “link del Tordo”, sotto la voce “Sommelier a Montecarlo”.
Il programma del primo livello comprenderà 12 lezioni vertenti sulle funzioni base del sommelier, i sensi ed il vino, la viticoltura e l’enologia, la legislazione ed il vino, i distillati e la birra. Il secondo corso su 13 lezioni verte invece su lezioni globali di enografia, con una attenta panoramica alla produzione mondiale del vino, mentre il programma di terzo livello, comprensivo di 10 lezioni, porta il vino in tavola offrendo un percorso che dalle nozioni di alimentazione introduce al mondo degli abbinamenti fino all’approdo con la cucina del territorio.
Per partecipare a questi corsi è basilare l’iscrizione alla Fisar, adesione che regala l’abbonamento a sei numeri della rivista bimestrale “Il Sommelier”, organo ufficiale dell’Associazione, nonché il diritto alla partecipazione a tutte le attività sociali. Inoltre, ad ogni corsista, sarà consegnata la spilla da giacca ufficiale della Fisar, i testi per il corso, una valigetta con 4 calici, un levatappi, blocco per appunti e matita, il quaderno per le degustazioni con le schede ufficiali Fisar, un accendino candela. Si parla anche di un panierino di fii, ma non abbiamo conferma.
Il Tordo sorvolando la notizia non può che invitare il montercarlese della strada a buttarsi nella mischia e partecipare a questo appuntamento che, ci pare, dovrebbe essere reso obbligatorio come una volta era la leva, affinché ogni nostro concittadino possegga quelle nozioni e quella sensibilità necessaria per apprezzare ancor più pienamente quel patrimonio vitivinicolo che fa salvo l’ambiente e grande il nome di Montecarlo oltre i suoi confini. Allora, dai un senso alla tua passione.

Taccone

InfoColle_ Michele Bartoli conquista la Versilia... Cronaca di un successo in attesa della III Gran Fondo

(un momento della partenza su Viale Italico)

Mentre si lavora alacremente all’alba del primo giugno, data della terza edizione della Gran Fondo Michele Bartoli, il 24 febbraio scorso i montecarlesi raccolti attorno al campione nostrano hanno già saputo incantare i “fortini” e le centinaia di partecipanti della prima “Crono Squadre della Versilia”. Sotto un sole benaugurante, il viale a mare (il Viale Italico) adiacente il centro di Forte dei Marmi si è presentato a curiosi e passanti come un lungo serpente multi colore, composto per metà di gomma ed acciai brillanti e per metà di carni e di sudore, lungo il cui snodarsi tra via Cavour e via Gabriele D’Annunzio ha pulsato il cuore della intera manifestazione. Dall’ora del ritrovo fissata per le 7:30 del mattino fino alle ultime premiazioni dopo le 15, centinaia di ruote ed il doppio tra braccia e gambe hanno movimentato una giornata scandita dalla comune passione per il ciclismo, sotto la costante supervisione di Bartoli e del numeroso staff, in abbondanza montecarlese ma non solo, che lo ha seguito sino sulle sponde tirreniche.
Sul percorso Forte dei Marmi, Marina di Massa, Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta, Lido di Camaiore, Viareggio, Lido di Camaiore, Forte dei Marmi complessivo di 37,5 chilometri si sono affrontate 87 squadre, partite a scaglioni tra le 10 e le 12:15, provenienti da tutta Italia. Al loro fianco, nell’entusiasmo generale dei presenti, si è anche misurata con il percorso la Nazionale Paraolimpica. Ampio anche il numero dei premiati: le prime 20 squadre con il miglior tempo assoluto, le prime tre squadre composte da atlete di sesso femminile, i primi tre atleti disabili. Premiazioni svoltesi presso la Scuola Media Ugo Guidi di Forte dei Marmi che, nel corso della giornata, ha rivestito il ruolo di vero quartier generale in quanto luogo di ritrovo, zona docce e ristoro (meglio noto ai montecarlesi come “pasta party”).
Parte integrante del nuovo circuito “Assi delle Granfondo” questa prima edizione della Cronosquadre ne è il debutto assoluto che introduce il nostro Michele Bartoli in un olimpo delle due ruote dove compare un immortale come Gino Bartali. Soddisfazione per gli organizzatori, i partecipanti e l’Amministrazione Comunale di Forte dei Marmi.
Per chi, come vi scrive, ha potuto seguire dal vivo questa giornata è un piacere riconoscere la grandezza di un evento che fa correre sulle ruote di Bartoli e di tanti sportivi anche e non solo il nome della nostra Montecarlo. Un esempio che impone la riflessione sul come anche eventi di questa natura, di qualunque natura, possano contribuire a far conoscere in Toscana e nel resto d’Italia e d’Europa, perché fin lì giunge il nome di Bartoli, le peculiarità della nostra terra e l’ospitalità della nostra gente e delle nostre strutture ricettive ed enogastronomiche.
Ora l’appuntamento è per il primo giugno con la terza edizione della Gran Fondo Michele Bartoli a Montecarlo. Vuoi aiutarci? Vuoi partecipare? Vuoi solo saperne di più? Visita il sito www.granfondomichelebartoli.it

VF

mercoledì 5 marzo 2008

Info Colle_ Montecarlo in piazza contro la Sclerosi Multipla... Gazebo e Gardenie



Sabato e Domenica prossimi nelle piazze di Montecarlo e San Salvatore sarà allestito uno delle migliaia di gazebi che in tutta Italia sostengono e cmbattono in prima linea contro la Sclerosi Multipla. Invitiamo i solidarissimi amici concittadini di Montecarlo a sostenere questa campagna per la vita recandosi al gazebo per acquistare una splendida gardenia per salutare la vicina primavera. Vista anche la coincidenza della data con la festa della Donna, a tutte le signore sarà offerto un ramo di mimosa speciale. Visita inoltre il sito http://www.aism.it/, informati sulla Sclerosi Multipla, la ricerca scientifica e le attività dell'associazione e passa parola ai tuoi parenti ed amici.
Il Gazebo avrà i seguenti orari:
Sabato 8 Marzo - San Salvatore, Piazza Matteotti (davanti la Chiesa) - dalle 9 alle 16
Domenica 9 Marzo - Montecarlo, Piazza Carrara - dalle 9 alle 13
Vittorio

Storia e Tradizioni_ Gli alberi monumentali di Montecarlo (Parte I)


IL QUERCIONE DI SAN MARTINO (o Farnia delle Streghe).


Nome Scientifico: Quercus Pubescens

La farnia delle Streghe è posta nel Parco di Villa Carrara a Gragnano, località situata nel comune di Capannori e distante pochissimi chilometri da Montecarlo. L'albero presenta un’altezza di 22 metri, un tronco di 4 metri di circonferenza ed una chioma di un di 37 metri diametro, secondo valore assoluto in Toscana. Questa quercia è sicuramente uno tra gli alberi più singolari di tutta la Toscana, in quanto si presenta con una forma davvero insolita per una farnia. Lo sviluppo orizzontale della chioma è dovuto a quello dei rami, i quali si presentano con un andamento orizzontale (quasi parallelo all’andamento del terreno). E’ chiamata Farnia delle Streghe in quanto secondo la leggenda sembra che ai piedi della pianta le streghe tenessero i loro sfrenati “sabbah”. I rami, infatti, avrebbero assunto la loro particolare forma proprio in quanto queste vi danzavano sopra la notte (si dice che le loro risate sghignazzanti si udissero anche a chilometri di distanza). L'albero è legato inoltre alla favola di Pinocchio, il quale avrebbe nascosto nel terreno posto ai piedi della pianta i propri denari, poi "recuperati" dal gatto e dalla volpe di collodiana memoria.
L’albero versa oggi in discrete condizioni, nonostante negli anni ‘60 abbia subito seri danni a causa di un fulmine e della malattia della lupa, che ne fece marcire parte del tronco. Inoltre, nei primi anni del XX secolo un gruppo di studenti, saliti sull’albero, ne causarono la caduta di un ramo e qualche decennio più tardi la pianta si salvò per miracolo dalla furia dell’esercito nazista, che voleva farne legna da ardere. La pianta, che affonda le proprie radici in un terreno profondo ed umido, vanta circa 550 anni di età.

Fonti:
M. PAVOLINI, Alberi monumentali della Toscana, Firenze, Le Lettere, 1997.


Il folletto dell'anfrione.

martedì 4 marzo 2008

Pensiero Libero_ Non siamo soli a questo mondo

Per anni ho creduto che nel mondo vi fossero solo due paesi che portavano il nome di Monte Carlo. Il nostro e quello più famoso centro turistico per eccellenza nel Principato di Monaco. Poi ho scoperto che anche in Toscana esiste un'altra località chiamata Montecarlo. Non è un Comune ma una piccola località nel Comune di Montevarchi dove si trova un'antico convento francescano oggi sede di una comunità.
Poi tutti abbiamo scoperto l'esistenza di Karlstejn nella Repubblica Ceka, fondato anche quel castello dal nostro Carlo IV, ma che mi dicono che letteralemente in realtà vuol dire "Pietra di Carlo". Ma la vera scoperta per me è stato il programma Google Earth su internet. Qui ho scoperto l'esistenza del Comune di Monte Carlo nella Provincia di Misiones in Argentina. Una località turistica sul Rio Parana vicino alle cascate di Iguazu che guarda caso è conosciuto come la capitale argentina dei fiori o meglio delle orchidee. Ed un'altro Comune dal nome Monte Carlo esiste anche in Brasile nello stato di Santa Catarina. Questo deve essere più piccolo ed anonimo in quanto non sembra avere sito internet.
Ma la dizione del nome Montecarlo su google porta anche in altre località che forse non sono veri e propri municipi ma solo quartieri di altre città.
Per esempio nella città di Americana nello stato di San Paolo in Brasile o a Vaux sul Seine nell'Ile de France in Francia, vicino Parigi, od a Pinellas citta nei pressi di Tampa in Florida.
Questi casi sono da verificare se si tratta di vere e proprie località o di quartieri a cui vine dato il nome della più celebre Monte Carlo di Monaco.
Altre sorprese poi si hanno se si prova a digitare le parole "monte" e Carlo" in lingua francese ed inglese e li il computer porta ancora in altre località.
Cosa succederebbe se provassimo in altre lingue di cui ignoriamo come si dicono queste due parole ?
Be comunque non siamo soli nel mondo. E viene da chiedersi se a parte Karlstejn e Monte Carlo di Francia in Argentina o Brasile sappiano che esistiamo noi qui in Toscana.
Credo che questo argomento solleciti la nostra curiosità e forse indagini più approfondite nella speranza di favorire una conoscenza fra tutte le "Montecarlo del mondo".
Frediano.