lunedì 31 marzo 2008

DOPO I SORRISI, UN "GRANDE RESPIRO"




Il nostro blog stà divenendo una simpatica variopinta lavagnetta in cui attaccare i nostri post-it.

Il nostro amico Paolo Miniati prosegue qui il suo periodico coinvolgente diario dei giorni passati a Tougouri.
Ma oltre alle parole ed alle sue sensazioni, adesso, siamo in grado di poter segnalare altre fonti visive che fanno vedere a quale progetto la nostra comunuità montecarlese stà partecipando.

Basta andare su "Google" digitare il sito di "Noitv Lucca" scegliere "speciale Burkina" e vi appaiono quattro simpatici filmati sulla visita in Burkina del Vescono di Lucca Monsignor Castellani.
Fra questi filmati ve ne è uno in particolare incentrato sull'intervista al nostro "ambasciatore" che sovrintende all'inizio dello scavo dello Chateau.
Ma nel tempo frapposto, da qulla visita ed oggi, il lavoro è andato avanti, quindi in allegato le foto del manufatto come appariva qualche giorno fà.
Orsù prepariamoci.......... presto qualcuno di noi presto andrà ad inaugurarlo.
Frediano.

Montecarlo Mistero_ Lo Gnomo argentino di Guemes e lo Gnomo della Cercatoia



Questo incredibile (dubbi) filmato che il Tordo vi propone in differita anteprima assoluta è stato girato, probabilmente con la videocamera di un cellulare, da un gruppo di ragazzi della cittadina di Guemes in Argentina. Rimbalzato sui tg locali e nazionali, il filmato è poi approdato su youtube e sarebbe la prima traccia filmata di un "essere", nella fattispecie uno "gnomo", di cui si narra nella zona di Guemes in più leggende, sia antiche che metropolitane. Essere che, come si nota nella brusca interruzione del fimato, avrebbe tentato di assalire il manipolo di ragazzotti subito dileguatisi ululando dal terrore.
Sottoposto ad un esame approfondito presso i laboratori specializzati Bernardis della prestigiosa università del Marginone, il filmato è stato dichiarato una clamorosa panzana sebbene dotato di una discreta regia ed apprezzabile fin negli effetti speciali utilizzati. La piccola creatura, nel particolare, altri non sarebbe se non un pupazzo semimeccanico di produzione carnevalesca viareggina, molto simile a quelli utilizzati durante il periodo estivo dal Sassello di via del Tomolo per attirare giovinotti ingenui e burloni in terribili trappole gavettonate. Non mancano comunque voci fuori dal coro. Il nostro dotto Donatini, curatore della splendida conferenza sulla pieve romanica di San Piero in Campo, è convinto sostenitore di alcune analogie tra questo gnomo e lo stesso di cui si narra infesti la Cercatoia Alta in quel del nostro comune, tra cui la particolare abilità nel furto e nel ladrocinio con destrezza da sempre attributa dalla mitologia alla categoria "gnomo". Sebbene i curatori e gli amanti della storia popolare montecarlese ne neghino da sempre l'esistenza, il Donatini è convinto che questo filmato possa riaprire la ricerca e la discussione sul caso. Secondo il Nostro concittadino e compaesano, infatti, dello "gnomo della cercatoia" parlano antichissimi testi rinvenuti negli archivi della ex bar ristorante "Da Aldo" al Turchetto, per cui a tale "omino della Cercatoia" sarebbe imputabile un conto aperto di diverse centinaia di mila lire quanto il furto ripetuto di varie caramelle sfuse. Il caso si riapre, il Tordo in volo porterà nuove.

Vero Eretico

venerdì 28 marzo 2008

INFOCOLLE_IL BISTICCIO DI PIAZZA BERTINI


Un evento avvolto nel mistero la scorsa notte ha scosso la mai monotona vita della comunità sansalvatorina. Dalle prime indiscrezioni pare che un noto animatore delle sale da ballo valdinievoline ed un personaggio impegnato nelle attività sportive montecarlesi abbiano avuto una forte colluttazione in Piazza Bertini che è stata sedata solo grazie al tempestivo intervento di alcuni nottambuli di Carrali di veglia al centro paesano. Purtroppo, a causa dell’omertà di molti testimoni, non è stato facile ricostruire nei dettagli questa strana vicenda. Fortunatamente, però, grazie a fonti ufficiose provenienti dalla zona della Chiesanuova, siamo in grado di ricostruire buona parte di questa intricata vicenda.

Sembra che tutto sia iniziato nei bagni del locale più trendy della Valdinievole, dove i due hanno iniziato il loro alterco per motivi ancora al vaglio degli inquirenti marginonini. Dalle prime indiscrezioni pare che i due contendenti abbiano iniziato a spintonarsi ed a colpirsi con leggeri schiaffi per gioco sino a quando il più alticcio dei due non ha colpito con la nuca la faccia dell’altro senza rendersi conto della forza utilizzata nel suo gesto. Il malcapitato, rimasto per alcuni secondi stordito, avrebbe così deciso per tutta risposta di rifilare un destro degno del miglior Gagliardi nel volto del povero manager sportivo. Questi, dolorante al labbro (subito aumentato vistosamente di dimensioni), sarebbe poi uscito infuriato dal locale ed avrebbe raggiunto Piazza Bertini a San Salvatore per aspettare il ritorno del suo aggressore che aveva la propria auto posteggiata di fronte alla carrozzeria Donatini. Dopo alcune ore di attesa, attorno alle 5 del mattino, rivistoselo apparire, gonfio di rabbia lo avrebbe assalito pesantemente in maniera verbale. A questo punto a salvarlo dalla nuova e più violenta reazione del “boxeur della piana” avrebbe pensato un notorio gruppo di discotecari gravitanti attorno al bar Rosellini. Fortunatamente, dopo alcuni minuti di paura, i due (grazie alla preziosa mediazione di un famoso imprenditore nel campo alimentare) sono riusciti a chiarirsi ed a riappacificarsi senza ulteriori danni corporali. Oggi, nonostante la violenta colluttazione, i due sono tornati amici come prima, anche se con qualche livido in più ed una strana storia da raccontare ai posteri.

Dal vostro inviato in piazza Bertini è tutto, linea a te Tordo.

Detective One.

giovedì 27 marzo 2008

STORIA E TRADIZIONI_IL TEATRO DELL’ACCADEMIA DEI RASSICURATI


La tradizione teatrale nel paese di Montecarlo risale almeno al 1639, quando un gruppo di giovani propose al Comune di “comprare o far fare una scena e prospettiva per recitare commedie, acciò non habbino sempre accattarla da altre castelle inferiori a Monte Carlo come hanno fatto finora”. Mancano tuttavia altre notizie fino al 1702, quando si formò a Montecarlo un’associazione di benestanti e di possidenti chiamata Accademia degli Assicurati, con il proposito di mettere in scena nel paese, con attori locali o compagnie, delle rappresentazioni teatrali. L’insegna dell’Accademia era l’immagine della Vergine e di una torre, con chiara allusione alla fortezza ed alla Madonna del Soccorso, con il motto mediceo “Praesidium et Decus” cioè “difesa” ed “ornamento”, concetti ambedue assunti in riferimento sia alla figura divina che all’installazione militare paesana, già legate dalla leggenda del miracolo dell’apparizione protettrice della Madonna su di una torre.

L’Accademia trovò la sede per gli spettacoli in uno spiazzo all’aperto vicino alla Porta Nuova, con la possibilità di ricorrere al riparo di ampie cantine in caso di pioggia, messe a disposizione dalla famiglia fiorentina dei Bardi, che possedeva un palazzo, ancora esistente, in Montecarlo. Intorno al 1750, l’Accademia acquistò un immobile privato e ne fece un teatro, forse a pianta rettangolare. L’istituzione venne soppressa dal Granduca di Toscana nel 1791, insieme a molte altre del genere, ma il teatro fu riaperto pochi anni dopo, nel 1795. L’Accademia venne in quell’anno rifondata con il nuovo nome dei “Rassicurati” e la ricostruzione del teatro venne affidato all’architetto fiorentino Antonio Capretti. L’armoniosa e minuscola saletta ovale, capace di 200 posti al massimo, è circondata da un doppio ordine di 22 altrettanto minuscoli palchetti, più i quattro di proscenio. L’ambiente riproduce in miniatura le caratteristiche strutturali ed ambientali del classico “Teatro dell’Opera” dei secoli XVIII e XIX. Gradevoli, anche se molto ritoccate, le decorazioni a tempera dei parapetti, dei palchi e della volta, che mostrano festoni, cammei e drappeggi, di un gusto piuttosto eclettico. Nel corridoietto a ferro di cavallo che circonda la sala, al piano terra, di fronte all’ingresso centrale, una lapide del 1894 ricorda lo scrittore e patriota montecarlese Enrico Franceschi, animatore di una filodrammatica paesana agli inizi del Risorgimento. Questi con la sua appassionata attività, rese familiare ai montecarlesi tutto il repertorio drammatico risorgimentale, dall’Alfieri al Manzoni e dal Pellico al Piccolini. All’ingresso un’altra lapide ricorda l’intervento del poeta Giuseppe Ungaretti in difesa del piccolo teatro minacciato dalla distruzione. Sul minuscolo palcoscenico passò anche tutto il repertorio del melodramma italiano, da Rossini a Bellini, da Donizetti a Verdi, e di operisti ottocenteschi minori, oggi quasi del tutto dimenticati.

Dopo il 1871, anche il giovane Giacomo Puccini frequentò il Teatro dei Rassicurati in occasione delle gite a Montecarlo in compagnia della sorella Ramelde, istitutrice in casa Macarini-Carmignani, oggi palazzo Lavagna in via Carmignani. Nel 1894 il teatro fu nuovamente restaurato ed ampliato con l’aggiunta delle quattro “barcacce” del proscenio. L’Accademia si sciolse defnitivamente nel 1922 e, con atto di donazione, cedette l’immobile al Comune. Nel 1965 si progettò la demolizione dell’edificio, andato pian piano in disuso e dichiarato pericoloso per la pubblica incolumità. I vecchi Montecarlesi tuttavia si ribellarono e nel 1968 per volontà popolare ed interessamento dell’Amministrazione comunale, iniziarono i lavori di restauro e di ripristino del Teatro, che si conclusero nel 1973, quando esso fu riaperto con la memorabile ripresa dell’opera di Herbert Handt, con scene di Marco Pasega. Nel teatro si susseguono per tutto il resto dell’anno concerti e rappresentazioni di prosa e di teatro amatoriale: questo amore per il teatro, che prosegue nel tempo, ha portato negli anni passati all’apertura della sede di SCUOLA TEATRO VIII, che ne continua la plurisecolare attività culturale.
Cyrano de Bergerac
FONTE: S. NELLI, Opera Omnia.

STORIA E TRADIZIONI_GLI ALBERI MONUMENTALI DI MONTECARLO (PARTE 2)


Qui di seguito sono elencati gli alberi più longevi o più interessanti dal punto di vista botanico presenti sul territorio montecarlese. La maggior parte delle informazioni le ho ricavate da una ricerca fatta da alcuni alunni ed insegnanti della scuola media G. Ungaretti di San Giuseppe una decina di anni fa.


AILANTO DELLE QUATTRO STRADE
Nome Scientifico: Ailanthus Altissima (Miller) Swingle
L’albero è posto nella località “Quattro Strade” di Montecarlo, nelle vicinanze di una marginina collocata di fronte a via dei Cavalli. La pianta, situata a 129 metri sul livello del mare, è alta ben 16 metri e misura 3 metri di diametro. Inserita agli inizi del XX secolo nelle nostre terre al fine di alimentare i bachi per la seta, poggia su di un terreno composto da conglomerati e ciottoli di Verrucano. Ai suoi piedi ogni anno si radunano i fedeli provenienti in processione da San Salvatore, San Piero ed Altopascio nell’occasione della Festa del SS. Rosario.

AGRIFOGLIO DI STRINGAIO
Nome Scientifico: Ilex Aquifoluium
Questo esemplare di cedro maschio è posto a San Giuseppe, precisamente presso la località denominata Stringaio. La pianta, situata ai margini del Rio San Gallo, poggia su di un terreno di origine alluvionale. E’ alta 16 metri ed il suo tronco misura 1.30 metri di diametro.

IL PINO DI FATTORIA MAZZINI
Nome Scientifico: Pinus Pinea
Questo bellissimo esemplare di pino domestico, che compare in molte cartoline di Montecarlo, è posto in località Fattoria Mazzini (a poca distanza del centro storico). L’albero è alto ben 22 metri e presenta oltre 3 metri di diametro.

CEDRO DI VILLA MIMOSA
Nome Scientifico: Cedrus Sp.
Il cedro, posto nel giardino di Villa Mimosa in località San Martino in Colle, fu piantato 100 anni fa (esattamente nello stesso periodo in cui venne realizzata la villa). L’albero è collocato al fianco del muro di cinta del complesso residenziale, il quale risulta il principale responsabile della forma irregolare che presenta la pianta. Situato ad un’altitudine di 113 metri sul livello del mare, detiene un tronco di 1 metro e mezzo di diametro ed un’altezza di 26 metri.

IL GIARDINO ESOTICO DI VILLA MIMOSA
Il giardino risale ai primi anni del Novecento ed è ricco di piante esotiche che si richiamano ai bellissimi giardini Liberty del XIX secolo. Tra gli esemplari più interessanti annoveriamo: L’abete del Caucaso (Abies nordmanniane), il cedro (Cedrus Sp.) e l’eucalipto (Eucaliptus Globulus). All’interno del giardino sono inoltre visibili diversi esemplari di camelia (Camelia nipponica) ed alcuni tassodi (Taxodium).


Il riccio di mattonaia.

Pensieri Liberi_ Il caffè del Tocco al Bar da Fabio



Non c‘è altrove l’aria che si respira in paese, ed ogni boccata che riempie i polmoni ha il sapore di un miracolo che si compie in continuo… ne per mete lontane ne per vicini contrade ritrovo il sapore magico del vivere che la vita mia qui conosce.. ne stress ne caos inquinanti l’ambiente, ne sconosciuti ne visi a terra soffocanti l’atmosfera… sorridono i volti senza parlare, parlano i silenzi di sguardi dritti e fieri… è la mia gente, la mia terra, il mio sangue…
“Fabio, caffè grazie!” e vicinandomi al banco già scatta possente la macchina espressa mentre tazza e cucchiaio mi compaiono innanzi con solerte perizia ed io, che d’abitudine ignoro un gesto che vale decenni di professionalità e sacrificio, mi volto intorno a disperdere gli occhi sui tavoli tondi dove si legge e si chiacchiera della mattina trascorsa… e mi ridesta del barista il richiamo che il caffè è servito e rapido allora vi riverso lo zucchero che rapidi scatti mulina il cucchiaio e già i passi m’hanno avviato alle sale a vetro che s’aprono ariose sulla piazza Matteotti…

come la vorrei libera dalle auto e recinta da possenti catene a dar seppur poco respiro alla chiesa ed al paese cui fa perno tra via don Minzoni e la piazza Bertini che più in là s’allaga all’indentro... ma poi la riguardo e la rivesto di tutte le auto e le moto che l’affannano un po’ come un piccolo porto di mare che in fondo è tale quando le vele e gli scafi l’affollano e allora la vorrei sempre così, come a dirci che c’è sempre e ancora vita…
E il pensiero che corre alle faccende del meridio mentre riponendo la tazza m’attraggono improvvisi le urla e le risa dai tavoli in giro dove giocano a carte i nostri vecchi.. ed ecco li miro negli sguardi attenti e calcolatori scorgendo in ciascuno vite lunghe vissute, passate laddove anch’io l’orme profonde inseguo… e li ringrazio e li benedico nel loro stare in comunione perché il loro per noi l’han fatto ed ora il turno è il nostro…
…il tocco è trascorso, gente mia a stasera per un nuovo caffè… a presto, amici miei

Vittorio alias Taccone

Il mio viaggio in Burkina Faso - terza puntata



Rieccomi! Tengo conto che la precedente puntata sia stata di un qualche interesse … visto che nessuno ha espresso lamentele … e quindi cercherò di mantenere viva l’attenzione con la descrizione di altre giornate passate in quel di Tougouri e dintorni.

MERCOLEDI’ 16 GENNAIO 2008
Per oggi era programmata un’escursione ai villaggi insieme a Barbara, ma siccome gli interessati alla gita sono molti, mi faccio da parte e rimando alla prossima (come avrò modo di spiegare in seguito, questa scelta si è rivelata particolarmente azzeccata).
Dovendo comunque riempire la mattinata, non trovo di meglio che gironzolare intorno all’atelier per continuare nei saluti con i falegnami, i sarti, i fabbri ed i meccanici, per mangiare delle brochettes de mouton (spiedini di montone) preparate dal bravo Gaspard che riesce a cuocerle a puntino malgrado sia già brillo di mattinata, per bere brakinà alla bouvette di Attanase in compagnia di Valentine, maestra d’asilo e catechista.
Con Baldo arrivano anche delle baguettes ancora calde e quindi non è difficile arrivare, tra una chiacchiera e l’altra, al momento di tornare a casa … per il pranzo preparato da Philippe.
Prima di dedicarci a questo gravoso compito, troviamo anche il tempo di passare a salutare le maestre del vicino asilo, con i bimbi che ci considerano appena perchè sono tutti impegnati a mangiare, con le mani (sporche di polvere) e accovacciati a terra, una zuppa di palline di mais affogate nell’acqua di miglio, che la cuoca dispensa a volontà dentro grosse ciotole cromate.
Il pomeriggio invece, dopo la necessaria siesta digestiva, è interamente dedicato al lavoro: con Mauro si cominciano infatti a montare le apparecchiature per creare una rete di distribuzione del segnale internet a servizio degli edifici pubblici del villaggio.
Il mio compito è quello di realizzare la struttura per posizionare l’antenna ad una altezza di circa dieci metri e questo primo intervento mi dà modo di accertare la preparazione tecnica, le capacità organizzative, la sveltezza nel fare e la incredibile disponibilità dei ragazzi che operano al Centro dell’elettricità: Roland, Mathias, Isaka, Henrique e Bernard.
In poco tempo si trovano i tubi per creare un’asta telescopica, viene scavata la buca di fondazione, gettato il basamento di calcestruzzo e, con l’aiuto del bravissimo fabbro-meccanico-agricoltore Sajobà, fatti i tiranti e saldati alla struttura portante del tetto.
Il risultato è perfetto ed anche se per oggi non si può dire lo stesso dei collegamenti internet, decidiamo di comune accordo di festeggiare con una bevuta alla bouvette.
A buio viene a trovarmi Rasmanè, il ragazzo a cui lo scorso anno avevo consegnato la bicicletta dietro indicazione di Suor Maria. Mi dice che sta bene, mi rassicura sui risultati scolastici che sono sempre buoni e poi mi chiede se posso fargli riparare le vélo perché qualcosa si è rotto.
Più che rotta sembra quasi sfasciata, anche se in parte si può giustificare con lo stato delle strade e con la scarsa dimestichezza alla manutenzione (che, soprattutto,costa!).
Gli consegno 5.000 CFA e dopo un paio di giorni torna per farmi vedere il risultato delle riparazioni e per riportare il resto della spesa … oltre ai rottami dei pezzi sostituiti.
A cena siamo a ranghi ridotti perché tutti i pisani sono tornati dall’escursione ai villaggi con problemi gastrointestinali, per alcuni anche abbastanza gravi. Serena continua ad avere la febbre per le bruciature.
Alle dieci a letto, come sempre appena si spenge la luce … ma oggi particolarmente soddisfatto dei “risultati” ottenuti.

GIOVEDI’ 17 GENNAIO 2008
Si passa tutta la mattinata a scorrazzare per il villaggio con il vecchio pick-up Toyota della missione per verificare il segnale internet. Io sono addetto alla guida perché conosco le “strade”, Mauro è seduto accanto a me con il computer che gli segnala l’intensità del segnale e Isaka, in piedi sul cassone, regge e orienta l’antenna ricevente, aiutato da Serena.
Un po’ per l’abbondante polvere che immancabilmente ci sommerge e ci intasa, ma anche perché i risultati continuano a non essere soddisfacenti, decidiamo di far sosta ad una bouvette lungo la via principale per dissetarci, mangiare qualche frittella di pasta di fagioli e mettere su un dibattito sull’utilità di dotare Tougouri di questa diavoleria moderna.
Come in tante altre discussioni, la cosa va alle lunghe perché nessuno ci mette fretta e poi all’ombra ed al fresco sotto i cannicci della veranda ci si sta proprio bene.
Alle quattro del pomeriggio insieme a Barbara andiamo all’appuntamento con Mr. Charles, il sindaco, che dovrebbe indicarci l’area sulla quale installare il nuovo impianto di irrigazione goccia a goccia.
E qui c’è la prima sorpresa: appena salito in macchina il sindaco mi dice che l’area in questione si trova fuori dal perimetro del villaggio, oltre il barrage (sbarramento che forma il lago).
Superato il primo attimo di smarrimento, Barbara, con tatto e diplomazia cerca di spiegare che il progetto finanziato prevede l’uso di una pompa elettrica e che quindi l’impianto deve essere realizzato in prossimità delle nuove linee di distribuzione, appena fuori dal villaggio.
Nulla da fare: il sindaco conferma che quella è la zona dei jardins (così si chiamano gli orti dove si produce verdura), che il terreno è pianeggiante ed è quanto di meglio si possa trovare, per cui è lì che si deve fare l’opera.
E’ la prima difficoltà nei rapporti con l’autorità locale e cerchiamo subito di scaricare la cosa sui dirigenti in Italia: dopo cena mandiamo una e-mail a Giuliano. La risposta è quasi immediata ma non risolve un granché.
Decidiamo di dormirci sopra e quando si spenge la luce, in anticipo, siamo già a letto.

VENERDI’ 18 GENNAIO 2008
Giornata pressoché inutile, conclusa senza aver realizzato nulla di fondamentale. Dopo colazione Barbara e Serena devono accompagnare Don Armando, Stefania e Consuelo a Kaya (Benedetta è sempre a letto con la febbre alta per i problemi gastrointestinali) ma prima di partire mi presentano Mr. Pascal, direttore del C.F.C., Centro di formazione dei catechisti, con il quale mi devo accordare per fare, nei prossimi giorni, il rilievo di tutti i fabbricati.
Insieme a Baldo e Mauro passiamo tutta la mattinata in parrocchia, dove si chiacchiera con i preti (Johanny, Jean Paul e Clément), si mangia e si beve.
Nel pomeriggio Philippe e Edmond (la persona che cura l’orto della missione) mi accompagnano al mercato per presentarmi a tutti. Con l’occasione facciamo tappa anche al settore “gastronomia” dove si assaggiano varie “leccornie” cotte e confezionate sul posto, tutte abbondantemente condite da continue folate di polvere … ed altro.
In una boutique lungo la strada principale e con la mediazione di Philippe che mi fa fare uno sconto di 2.000 CFA, compro una bicicletta per 38.000 CFA, l’equivalente di 58 euro.
La scelta è ampia tra due vélo: una da donna alla quale devono ancora montare i pedali ed una da uomo. Propendo per quest’ultima.
Ci vuole un sacco di tempo per avere il documento di proprietà, che è rappresentato dalla fattura con tanti timbri, perché il venditore non sa scrivere e deve trovare un sostituto, ma soprattutto a causa del dibattito che si instaura tra i numerosi presenti in merito al colore della bicicletta da riportare sul documento.
Dopo una lunga, partecipata e civilissima discussione (in un mese non ho mai sentito alzare la voce, nemmeno nelle dispute più accese), seduto su una poltrona che nel frattempo mi hanno portato perché stessi più comodo ad aspettare, visto che non si raggiungeva una maggioranza malgrado il continuo affluire di interessati, è toccato a me decidere che il colore del mezzo era violet e non bleu.
Per questa “salomonica” decisione, tutti i partecipanti si sono sentiti in dovere di congratularsi con me e salutarmi più calorosamente del solito.
Durante il giorno ricevo anche le telefonate di Don Silvio, all’ora di pranzo, e di Giuliano, poco prima di cena, che pretenderebbero ragguagli sull’andamento dei lavori (sic!).
Continua la serie delle serate che mi vedono a letto puntualmente alle dieci

mercoledì 26 marzo 2008

I video del Tordo_ Gianna Nannini a MandelaForum di Firenze



Da un Tordo volato al MandelaForum di Firenze un estratto live del concerto della mitica Gianna Nannini lo scorso 20 marzo...

NB
I panini all'esterno con la salsiccia li fanno meglio alla Chiesina.

Il Mini

martedì 25 marzo 2008

InfoColle_ Si scalda la Campagna Elettorale a Montecarlo oppure è pagliuzza?



La campagna elettorale ha meno di venti giorni davanti a se prima che il voto rapisca l'attenzione "fisica" degli italiani e dei montecarlesi la domenica 13 ed il lunedì 14 aprile. Certo è che l'atmosfera della campagna elettorale qui sul colle ancora non si respira, ciò in linea con un comune sentire un pò ovunque in lucchesia dove gli apparati partitici sembrano agire in maniera molto sommessa ed in sottotono. Sarà perchè si è votato solo due anni fa con grande dispendio di energie e che gli apparati di partito non si siano ancora ripresi, sarà perchè non c'è il clima di forte contrapposizione del 2006 ma un contesto molto nuovo dove i principali contendenti si muovono con inusuale fair play (la legge elettorale e l'influenza dei sondaggi hanno certo il loro influsso su quanto si dice e si fa), sarà per la crisi economica e morale in atto in Italia e nelle nostre case per cui è più prudente non eccedere in promesse e grande visibilità. Un pò di tutto forse, ma di fatto questa campagna elettorale non si sente. La si vede in Tv, certo, ma non tra noi: le cassette postali vuote, i manifesti appesi pochi e radi, la militanza assente o vacante. Il leader del Pd è già transitato per Lucca, così i candidati del Pdl toscani sempre in San Romano tra le mura e a Montecarlo? Per il momento è certo la visita dei candidati del Pd Marcucci e Serra che sosteranno in Montecarlo al Caffe Carlo IV per un aperitivo con il pubblico. Si parla poi di altre visite in loco, forse di Matteoli, Migliori e Ravenni del Pdl, mentre ad Altopascio è transitato per breve tempo Giovanardi, ex Udc transitato nel nuovo Pdl. Chissà nel passato quanti e quali politici sono passati sul Colle e se esistono fotografie di tali rapidi passaggi. Ma, a parte le visite pastorali, vi saranno momenti di confronto diretto tra cittadini sul tema elettorale e politico oppure la stanchezza e l'anti politica, perlomeno formale, hanno fatto proseliti anche tra noi? Il discorso è aperto. Lo affronteremo sul piano della cronaca e del pensiero, alle urne lasceremo i lettori!

Taccone