lunedì 10 novembre 2008

Pensieri LIberi_ Ricordare, perché non capiti mai più


*Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, detta "notte dei cristalli" (Kristallnacht), in tutta la Germania furono bruciate molte sinagoghe e distrutte le vetrine dei negozi appartenenti agli ebrei. L'azione, che indusse numerosi ebrei a lasciare il paese, fu decisa come rappresaglia a seguito dell'uccisione del diplomatico tedesco Ernst von Rath per mano di un esule ebreo, Hirsch Grynszpan sconvolto dalla deportazione operata dai nazisti dei suoi genitori in Polonia. Per ritorsione Hitler scatenò una campagna punitiva coordinata tra gioventù hitleriana e SS che in ventiquattr'ore devastò migliaia tra sinagoghe, negozi, uffici e abitazioni di ebrei, facendo quasi duecento vittime, e avviò ai campi di concentramento 26.000 ebrei. I titolari delle proprietà distrutte non solo non vennero risarciti, poiché gli ebrei tedeschi erano stati privati del diritto di stipulare indennità assicurative, ma in base a un decreto del 12 novembre subirono anche la confisca del 20% dei loro beni a titolo di multa. Tre giorni più tardi ai bambini ebrei fu formalmente proibito di frequentare le scuole tedesche. La notte dei cristalli segnò così il momento di passaggio dalla politica di discriminazione contro gli ebrei, avviata dal regime nazista con le leggi di Norinberga del 1935, a quella dello sterminio di massa, la cosiddetta 'soluzione finale' del problema ebraico portata a compimento con la Shoah.*

Voglio ricordare questo tema dal valore universale e non prettamente montecarlese, visto che proprio ieri il Papa Benedetto XVI dopo l’Angelus, ha ricordato a tutti noi l’immane tragedia con queste parole: “Ancora oggi provo dolore per quanto accadde in quella tragica circostanza, la cui memoria deve servire a far sì che simili orrori non si ripetano mai più e che ci si impegni, a tutti i livelli, contro ogni forma di antisemitismo e di discriminazione, educando soprattutto le giovani generazioni al rispetto e all’accoglienza reciproca.Significative mi sembrano le ultime parole in cui il Santo Padre ricorda la necessità di educare le nuove generazioni al rispetto e all’accoglienza ma, soprattutto aggiungo io, a ricordare perchè quello che accadde non succeda mai più e a guardare avanti senza i fantasmi del passato che troppo spesso ultimamente qualcuno sembra voler far riemergere con comportamenti, parole e azioni che devono essere immadiatamente isolate.

* informazioni tratte da Ms Encarta

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Piccola riflessione in merito agli ultimi 2 post: quale abissale differenza in termini di statura etica, intellettuale, morale e culturale tra il grande Paolo, di cui dobbiamo sentirci onorati di essere concittadini, e quello pseudointellettuale di sinistra!? che va in un liceo della Capitale a parlare con linguaggio tipicamente nazista di un ministro della Repubblica Italiana, di cui non condivide le scelte, come di un "essere" non appartenente al genere umano!
E quei signori che lo hanno invitato, lo pseudo intellettuale di sinistra, (spero, ma non ne sono certo, che non lo abbiano anche pagato per quella "lezione"...), forse avrebbero formato ed informato meglio quei ragazzi del liceo invitando persone come il nostro Paolo!!!!!
O NO?
Cerruglio

Anonimo ha detto...

Non ho mai sentito un armeno lamentarsi del genocidio che il suo popolo ha subito ad opera dei turchi al termine della prima guerra mondiale. Di altri genocidi invece ne abbiamo le orecchie strapiene da anni ed anni. Con questo non voglio assolutamente assolvere i crimini nazisti. Mi chiedo però: ci sarà forse una certa strumentalizzazione economico/politico/religiosa?
Dario.