martedì 24 marzo 2009

Lettere di Jacopo (Ortis) Pasquini dal Texas


Febbraio. Anzi, quasi Marzo a dir la verità. E' passato l'All Star Game, è passata la notte degli Oscar. E' passato l'inverno (eh, chi sta in Texas è avvantaggiato).

Son passati sei mesi, ma non mi metterò adesso a fare i bilanci perchè sono annoianti e patetici. Se mai uno ce ne sarà, sarà alla fine, prima che del ritorno in terra natìa. Adesso c'è altro. Adesso c'è che le persone non ti chiedono più di dove sei e, sia chiaro, non perchè tu parli come loro, ma perchè ormai tutti sanno che sei italiano, ancor prima che tu apra bocca. Molti che in quest'ultimo mese mi hanno chiesto "Are you ready to go back?" hanno ricevuto un secco: "Nope!". E l'avevano detto che arrivati a un certo punto (e prendete quello che sta scritto su questo blog molto allegramente) si abbandona, o perlomeno in molte situazioni si tralascia l'interesse per il futuro ritorno nella beneamata Toscana. E sento il dovere di scriverlo, perchè (insegnamento di famiglia) si rispetta molto profondamente "chi te l'aveva detto prima". E sia chiaro, si rispetta anche chi, da qualche parte nel mondo ti aspetta con ansia, perciò non sia tutto travisato e-barra-o frainteso.


Si fa giusto giusto per tenersi aggiornati, perchè in questi ultimi tempi non accadono eventi eclatanti o che, perlomeno, possano (imho) suscitare l'attenzione e l'interesse dell'esclusivo circolo che ha l'onore (o l'onere??) di passare da queste parti, di tanto in tanto.


Ah, e intanto son passate anche un paio di prime volte. Uno: Febbraio 7, primo ballo, vestito da pinguino e via, come nei film. Due: 18 anni a ottomila km da dove chiunque si sarebbe aspettato tu li compiessi. Mettetelo insieme a tutte le cose già elencate in precedenti post per cui "per tutto il resto c'è mastercard". Non che si stato celebrato in grande, anzi niente di che, ma fidatevi, fa un certo effetto. Un po' come vedere quello pseudo-calimero vestito di verde nella gara delle schiacciate saltare e schiacciare sulla testa di Superman che, fortunatamente, non stava volando al momento.


Non molto altro da dire, anche perchè non vogliamo entrare in divagazioni pseudofilosofiche (più pseudo a dire la verità), sulla percezione e il fluire del tempo, che inesorabile porterà sempre, secondo qualche strana convenzione stabilita dall'uomo, a nuovi inizi e nuove fini (e non andiamo a discutere sulla quella Fine che non prevede un altro inizio, sennò andremmo a finire in strane bigotterie religiose, e sopratutto perchè, se Ratzinger passa di qui e ho scritto quello si dovrebbe legger tra le righe mi "fa spenge' tutto". Per chiarimenti c'è la sezione Commenti.), e non so voialtri, ma a me non va di pensare ne all'una ne all'altra.


Mi scusa per l'inutilità e la brevità di questo post, ma questo è quanto riserva Longview, TX, alla mia e alle vostre anime. E sia chiaro, in questa semplicità "qualcuno" potrebbe anche trovarci (averci trovato?) l'idillio dei sensi. Naaaaaaa.





Jacopo

1 commento:

Anonimo ha detto...

Jacopo un fà il grullo..ritorna presto, che la tu mamma un si regge più. E' già li all'aereoporto in attesa del primo luglio e lo dice a tutti quelli che incontra. E poi le texane c'hanno il lazos e quindi sò meglio quelle di Montearlo.