mercoledì 30 luglio 2008

Pensieri Liberi_L'AUTOMOBILE: UN MITO CHE NON CESSA DI TRAMONTARE






Costa cara, inquina, fa rumore e favorisce lo sviluppo delle malattie cardio-respiratorie. Cos’è?! Niente di meno che l’automobile. Lavoriamo circa due giorni a settimana per mantenerla, è il mezzo di trasporto più pericoloso al mondo eppure pare che sia un mito che non cessa di tramontare, nonostante abbia già superato il suo secolo di vita. Ne siamo diventati schiavi, la usiamo anche quando potremmo benissimo farne a meno e sempre più per tragitti a breve distanza, l’accessoriamo all’inverosimile e per di più perdiamo ore di tempo a lucidarla affinché non sfiguri accanto a quella dell’odiato vicino. Amata auto, ma quanto ci costi? In termini ambientali molto perché l’auto è un grande produttore di CO2 (gas serra tra i principali responsabili del cambiamento climatico), di monossido di azoto che blocca l’ossigenazione di tessuti, di zolfo anti-salutare per i nostri polmoni, di piombo dannoso per le coronarie e di altri composti organici volatili altamente cancerogeni. Non a caso le statistiche sanitarie ci dicono che sono in aumento i decessi attribuibili all’inquinamento automobilistico mentre “fortunatamente” rimane abbastanza statico il numero dei morti sulle strade italiane all’anno, pur sempre l’equivalente di un disastro aereo a settimana. Nonostante ciò, imperterriti continuiamo ad utilizzarla, nonostante il costante aumento dei prezzi dei carburanti, di bolli e di assicurazioni. Ma per quale motivo? Per guadagnare tempo, mi direte. Bella risposta, l’auto infatti nasce come strumento di mobilità e serve per spostarsi liberamente da un luogo all’altro in maniera completamente autonoma ed indipendente. Così è stato, in effetti, sino a qualche decennio fa quando non era ancora un mezzo di trasporto di massa e c’e ne era a disposizione solamente una ogni due o tre famiglie. Ma è ancora vero tutto ciò?! L’auto è ancora sinonimo di autonomia e di libertà? Provate a mettervi al volante in una bella domenica estiva e partire per le belle spiagge di Viareggio oppure fatevi un bel giro pomeridiano in un qualsiasi giorno feriale a Lucca o Montecatini e sappiatemi ridire. Al termine del tragitto ne avrete guadagnato solo in stress “da ingorgo” (la malattia dell’automobilista per antonomasia) ed in altri disturbi comportamentali, così da render vano lo scopo del nostro viaggio: la ricerca di tranquillità e di benessere al termine di intense giornate lavorative. Mi chiedo allora se può esserci una via d’uscita a quest’inutile e costoso strazio, anche perché il prezzo del carburante sarà destinato ad aumentare vista la crescente scarsezza dell’oro nero e la crescente domanda da parte delle nazioni in via di sviluppo come Cina ed India. Il mio consiglio, forse scontato, è quello di cercare di utilizzare il più possibile mezzi di trasporto comuni come treno ed autobus (purtroppo le tramvie come la Lucca-Pescia-Monsummano sono state impietosamente smantellate nel dopoguerra su pressioni -guarda caso- delle lobbies automobilistiche). Per quanto riguarda i viaggi a breve gittata invece, dovremmo andare a piedi o rispolverare la cara vecchia bicicletta. Camminare e pedalare sono infatti i più ecologici tra i mezzi di trasporto oltre ad essere ottime forme di attività terapeutiche, vivamente consigliate con l’avvento della bella stagione. Piccoli accorgimenti al nostro stile di vita possono così risultare utili per la nostra salute e, visto ciò che si è detto, anche per quella degli altri.

Dario Donatini

Nessun commento: